CENA BENEFIT LABORATORIO AUTOCOSTRUZIONE

Siamo un gruppo di studenti del Politecnico che da marzo lavora ad un impianto solare termico per la produzione di acqua calda nella palazzina di via Muriaglio 11, stabile occupato a settembre dallo Sportello per il Diritto alla Casa Zona San Paolo (c/o il c.s.o.a. Gabrio) e da alcune famiglie che si trovavano in emergenza abitativa dopo aver subito uno sfratto....

LABORATORIO AUTOCOSTRUZIONE

Entra nella sezione dedicata al laboratorio di autocostruzione per avere tutte le info riguardo il progetto! Troverai appuntamenti, documenti, video, foto e tanto altro....

Convegno scientifico sul TAV: quali opportunità e criticità?

Giovedì 26 aprile nell'aula magna del Politecnico di Torino si terrà la conferenza sul TAV.

Dalle 9,45 alle 19,30 interventi e discussioni con diversi esperti tra i quali Cancelli, Clerico, Mercalli, Poggio, Ponti, Tartaglia, Ulgiati...

LE INIZIATIVE DALLA VERDI OCCUPATA!

Ecco il programma settimanale delle attività in programma alla residenza occupata dai borsisti in via Verdi 15!

PROFUMO DI PRIVATI

Il nuovo esecutivo guidato da Mario Monti ha riscosso immediatamente fiducia da parte della società civile, soprattutto grazie all'infaticabile propaganda dei media (e del partito di Repubblica-La7 in particolare) che li ha presentati come i tecnici capaci che ci traghetteranno fuori dalla crisi, opponendoli agli incapaci politici che ci hanno fatto sprofondare in essa. Una delle figure maggiormente idealizzate è stata certamente quella del nuovo ministro del MIUR (Istruzione, Università, Ricerca) Francesco Profumo, ex-rettore del Politecnico di Torino. Ed è proprio sulla sua figura che intendiamo fare alcune riflessioni, basate sulla politica che il neo ministro ha attuato in questi anni di rettorato nel nostro ateneo.

Rettore dall'ottobre del 2005 fino alla recente nomina a ministro, in questi anni di governo Profumo ha trasformato il Politecnico in un'università-azienda, anticipando in gran parte gli effetti della tanto contestata (non da lui) riforma Gelmini, favorendo l'ingresso dei privati nel CdA e rincorrendo collaborazioni ed accordi con aziende di mezzo mondo: dalla FIAT a GM, da Eni a Google, da Motorola a Pirelli. La scelta di indirizzare in questo senso le politiche di ateneo è sempre stata motivata dalla garanzia di reperire nuove risorse per il Politecnico e dalla maggior facilità di inserimento degli studenti nel mondo del lavoro. In realtà conosciamo bene le storie di molti studenti appena laureati al Politecnico ed inseriti in queste grandi aziende, storie basate sulla solita dinamica di sfruttamento e precarietà senza alcun tipo di garanzie per il futuro. D'altra parte l'ingerenza dei privati nella gestione dell'ateneo non ha fatto altro che rendere tanto la ricerca quanto la didattica, degli strumenti utili all'acquisire conoscenze dirette ad incrementare il profitto privato, perdendo completamente di vista quello che, secondo noi, dovrebbe essere il ruolo di un'università: garantire una conoscenza libera finalizzata alla formazione individuale degli studenti ed una ricerca al servizio della società. [continua a leggere]

NUCIS IN FUNDO: MARIO MONTI

“C'è un prete che cammina in un piccolo villaggio leggendo il suo breviario quando vede quattro ragazzini che stanno litigando come cani per spartirsi dieci noci. Allora il prete, mette via il breviario, si avvicina ai mocciosi e gli dice: Date a me quelle noci, figlioli, che a dividerle ci penso io. Un prete è sempre un prete e quando parla in genere la gente lo ascolta, soprattutto i bambini. Quelli gli mollano le dieci noci. Lui li mette in fila davanti a sé, tipo un confronto all'americana, e poi dice: Come volete che le divida, secondo la legge di Dio o secondo quella degli uomini? I ragazzini, che si credono molto furbi, gli dicono che le divida secondo la legge di Dio, cosa che a sentirla dire fa sempre un certo effetto. Allora il prete dà tre noci al primo, due al secondo , una al terzo e nessuna al quarto. Le altre quattro se le ficca nella tasca della tonaca, poi riapre il breviario e riprende la strada”.


Ora mettete al posto del prete un abile e rispettabile economista, lo chiameremo Mario Monti, e al posto della "legge di Dio" la legge dei mercati. Rileggete la storia con i nuovi protagonisti...
Finito? Che effetto fa? Non sembra un pò il nostro presente? E, se non facciamo nulla, il nostro futuro?

Mario Monti nuovo presidente: dovremmo essere felici perché non fa parte della casta politica inetta e corrotta ed è anche un abile "tecnico". Già, ma un tecnico di che? Un tecnico del liberismo, dottrina che ci pare proprio abbia prodotto risultati eccellenti! Un dirigente della più grande banca d'affari del mondo, Goldman Sachs, che ha avuto un ruolo determinante nella crisi del 2008, nel disastro greco e nell'esplosione dello spread italia-germania (chiedete a google per maggiori informazioni). [continua a leggere]

TAV: LA FORZA DELLA RAGIONE vs L'OTTUSITA' DELL'IDEOLOGIA

Venerdì al Politecnico di Torino si è svolto un dibattito tra le ragioni favorevoli e quelle contrarie alla realizzazione del TAV Torino-Lione. L'incontro ha chiaramente dimostrato come da una parte vi siano studi scientifici basati su analisi e previsioni surrogate da dati reali, mentre dall'altra vi sia solo una sovrastruttura ideologica, priva di qualunque dimostrazione scientifica. Se queste sono le motivazioni tecniche esposte da due ordinari del Politecnico di Torino, si può ben capire come mai l'Osservatorio non sia riuscito, in oltre vent'anni, a convincere il popolo valsusino. Questi paladini del TAV rappresentano perfettamente i loro mandatari: a parole invocano la democrazia ("si sciacqui la bocca prima di parlare di democrazia", così il Prof.Barbieri zittisce un commento proveniente dal pubblico), ma nei fatti si rifiutano completamente di applicarla ("questo è un'ateneo, non un'assemblea!"). Ecco perché si sono rifugiati dietro manganelli, gas cs, reti spinate israeliane, ordinanze prefettizie, fogli di via, intimidazioni personali, leggi ad hoc, servizi giornalistici su ordinazione ed infine l'ultima frontiera della “democrazia”: il muro!

I Prof. Tartaglia e Ponti hanno esposto molto brevemente, ma con grande incisività, le analisi e gli studi effettuati da loro e da altri colleghi, dimostrando l'inutilità dell'opera e lo spreco di denaro che ne deriverebbe. Poi è toccato ai due sostenitori dell'opera, i Prof. Villa e Barbieri, che hanno cercato, con interventi lunghissimi, di esporre le loro idee: bastava osservare le slide di Tartaglia (pochi dati chiari e ben spiegati) e quelle di Villa (una slide così densa di parole da risultare illeggibile) per capire la differente qualità dell'intervento. Non vorrei cadere nel mito, tutto ingegneristico, dei numeri, ma se due posizioni contrastanti non si confrontano su dati tecnici, certi e inconfutabili, non riusciranno mai a dialogare. Il problema che è emerso è che le ragioni tecniche a favore dell'opera semplicemente non esistono: secondo i sostenitori dell'opera, infatti, il TAV va fatto perché “occorre ristrutturare la logistica secondo dettami europei che mirano al riequilibrio dei flussi”. In quest'ottica pare che una delle 10 priorità sia costituita da un corridoio Helsinki-La Valletta (sì, proprio La Valletta di Malta)! E poi ovviamente la Torino-Lione. [continua a leggere]

RIFLESSIONI SUL 15 OTTOBRE

L'analisi del 15 ottobre risulta complessa. La piazza ha accolto una moltitudine variegata, che talvolta è arrivata addirittura allo scontro interno; diverse visioni di una possibile soluzione sono confluite nella stessa manifestazione, ma non sono riuscite a trovare un percorso, reale e teorico, comune. I media e la nostrana governance politica si sono subito affrettati a fornire visioni semplicistiche, moraleggianti, unanimi nel condannare gli scontri, cogliendo così solo la superficie di un fenomeno, quello di una piazza gremita di soggettività molto diverse tra loro ma ugualmente incazzate, in realtà assai più complesso e problematico.

La giornata romana ha dimostrato che le potenzialità sono enormi, ma anche che occorre organizzarsi come massa di incazzati/indignati verso una direzione comune e nuova al tempo stesso. Invece per l'ennesima volta si è scelta la dimensione della monumentale sfilata capitolina, con annesso stucchevole comizio finale, che tutto poteva incarnare meno che il sentimento della massa che, in Italia come nel resto d'Europa, si era mobilitata per portare l’assedio ai palazzi del potere. Proprio questa mancanza di organizzazione, di costruzione dal basso di un percorso comune di lotta e quindi di un terreno di rivendicazioni condivise, sta alla base del fallimento di una giornata che poteva essere ben più incisiva e costruttiva se avesse puntato ai veri simboli di ciò che si vuole smantellare, ad assediare quei luoghi dove risiede il potere politico-economico che ogni giorno lavora per farci pagare la crisi che lui stesso ha prodotto. [continua a leggere]

UNA RIFLESSIONE SULL'APERTURA DELLA NUOVA SEDE DEL POLITECNICO A MIRAFIORI

Il Politecnico di Torino, come sempre avanguardia delle politiche ministeriali, ha, pochi giorni fa, inaugurato la sua nuova sede alla presenza dell'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, e del sindaco di Torino, Piero Fassino. L’inaugurazione di questa nuova sede in piena Mirafiori, circondata dai vecchi stabilimenti FIAT ormai abbandonati e dalle porte della fabbrica dalle quali ogni giorno entrano operai in cassa integrazione, ha subito messo in luce gli interessi politici ed economici che si celano dietro la sua apertura. Da una parte c’è la Regione che nel 2005 ha comprato questi locali dalla FIAT ottenendo in cambio, quasi come un favore, la produzione della nuova Punto a Torino; dall’altra c’è il Politecnico che, in cambio di finanziamenti ha di fatto accettato l’ingresso della Fiat nelle politiche decisionali dell’ateneo.

Un bell’intreccio, dunque, che si pone in perfetta linea con le politiche governative ormai radicate e che vedono un aumento sempre maggiore della collaborazione tra enti pubblici, università ed aziende. Di fronte a questo i problemi da sottolineare sono duplici e riguardano la dicotomia tra gli investimenti aziendali, sempre volti all’ottenimento di un profitto privato, e le necessità degli enti pubblici, che come compito dovrebbero avere quello di salvaguardare ed offrire dei servizi ai cittadini. Di certo l’acquisto dei locali di Mirafiori da parte del comune, quindi con soldi pubblici, non ha aiutato i lavoratori, favorendo un rilancio dell'azienda e mantenendo un'occupazione elevata a Torino, ma ha permesso al privato FIAT di guadagnare altri profitti che mai saranno reinvestiti. Per l’ennesima volta, dunque, siamo noi a pagare per gli interessi privati di un’azienda che diversamente sarebbe già affondata sotto il peso di quello stesso sistema capitalista che ha contribuito ad alimentare. [continua a leggere]

COLAZIONE ALL'INGLESE!


Sarà l’inconsuetudine nel vedere scene di guerriglia che parlano inglese, sarà che le proteste non sono state domate e non si è trattato affatto di “un fuoco di paglia” o forse sarà che Londra da sempre è riconosciuta come città pioniera in materia di moda, musica, arte, usi e stili di vita. Chissà. Sta di fatto che le lotte dei ragazzi inglesi dopo tre giorni continuano ad espandersi, raggiungendo Bristol, Birmingham, Liverpool, Nottingham e Manchester. Risulta abbastanza evidente il cambiamento da parte dei media nella lettura e nella descrizione dei riots inglesi rispetto alle rivolte in nord-Africa e Medio Oriente, assumendo un atteggiamento molto superficiale e quasi anacronistico verso la complessa realtà sociale (e non solo) protagonista dei fatti e aprioristicamente di condanna nei confronti dei manifestanti.[continua a leggere]

Successo dell'iniziativa NOTAV al Politecnico, il resoconto

Iniziativa NoTAV partecipatissima ieri nell'Aula Magna del Politecnico. Oltre 300 fra studenti e lavoratori del Politecnico e tanti cittadini interessati hanno preso parte all'incontro “TAV E GRANDI OPERE: socializzazione dei costi, privatizzazione dei profitti” organizzato dal Col.Po (Collettivo Politecnico) e le RSU di ateneo. Gli interventi hanno affrontato, partendo da dati tecnici, le problematiche relative a questa “grande opera” sotto diversi aspetti.
Dopo un'introduzione della professoressa del Politecnico Marina Clerico e del presidente della Comunità Montana Sandro Plano, Claudio Cancelli (ex docente del Politecnico di Torino), analizzando gli studi sui flussi di traffico ferroviario, ha provato molto chiaramente l'inutilità e l’assurdità del progetto. Infatti, si è mostrato come le previsioni di saturazione della linea ferroviaria storica, che dovrebbero giustificare la costruzione di una linea ad alta velocità, appaiono prive di ogni fondamento scientifico razionale. Questo dimostra con evidenza lampante la mala fede di chi vuole costruire la TAV a tutti i costi, senza vergogna nel sostenere apertamente la necessità dell'opera.
L’intervento di Ivan Cicconi (ing. esperto di infrastrutture e opere pubbliche) si è invece concentrato sull’aspetto economico e gestionale dell’opera. Quest’ultimo è infatti affidato ad una società di diritto privato con capitale maggioritario pubblico, così come avviene per la maggior parte delle grandi opere. L'ingegner Cicconi ha mostrato come una gestione di questo tipo è sostanzialmente fonte di produzione di rendite e profitti per le ditte coinvolte e parallelamente di aumenti esorbitanti del debito pubblico nazionale. Infatti, ogni volta che le ditte costruttrici andranno in perdita e non saranno in grado di colmare i propri debiti, sarà lo stato, quindi noi cittadini, ad addossarsi questa responsabilità. [continua a leggere]

Ciclo di incontri sul Nucleare

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Negli ultimi tempi il dibattito sull’energia nucleare si è diffuso sull’intero territorio nazionale in vista del referendum del 12 e 13 giugno nel quale si deciderà in merito alla reintroduzione di impianti a fissione nucleare nel nostro paese. Il recente disastro giapponese nella centrale di Fukushima ha fatto temere al nostro governo di vedere sfumato il “progetto nucleare” e per questo stanno cercando di impedire il voto in molti modi, scavalcando ancora una volta la volontà popolare. Ad ogni modo, come studenti abbiamo sentito il bisogno di informarci rispetto a tematiche così fondamentali per poterle comprendere a fondo, maturare una visione critica completa e affrontando l’argomento sia da un punto di vista tecnico che sociale: è importante che ognuno di noi si faccia un’idea chiara della questione energetica in quanto ci coinvolge direttamente nella quotidianità; ne deriva che le politiche energetiche adottate da un paese non possono essere sottovalutate o condizionate da interessi che esulano da quelli della collettività e che, invece, mirano a questioni di puro profitto.

A sentire quanto dice il governo, sembra che le motivazioni che abbiano spinto l’Italia a realizzare il progetto nucleare siano principalmente ecologiche e di risparmio economico. Spesso ci viene detto che con il nucleare si otterrebbe una maggiore indipendenza nella produzione di energia elettrica, che non sarebbe più acquistata dalle centrali nucleari francesi, risparmiando così sui costi. Inoltre, il processo di fissione viene definito ecologico perché non si verificano emissioni di gas nocivi ed il processo di realizzazione dell’impianto ne produce una quantità trascurabile, ma in questa definizione non viene preso in considerazione l’intero ciclo di vita del combustibile dall’estrazione allo smaltimento.

Dato che queste motivazioni ci sono sembrate, però, parziali e che il dibattito sul nucleare è portato avanti con superficialità, crediamo sia necessario informarci sull’argomento, sia da un punto di vista tecnico, sul funzionamento delle centrali e sull’abbattimento delle scorie radioattive, sia da un punto di vista politico, sulle reali motivazioni che stanno alla base delle scelte in ambito energetico, senza fidarci cecamente delle spiegazioni che ci vengono proposte.

1° incontro - 27 maggio

Aula 7S - ore 16.00

Interverranno:

prof. B. PANELLA
prof. A. TARTAGLIA


Il nucleare nel panorama energetico

- Panorama energetico attuale: mix elettrico mondiale (fossili, rinnovabili, nucleare). mix italiano, insostenibilità dei consumi e disparità dei consumi a livello mondiale (paesi emergenti); fabbisogno energetico civile e industriale;
- I, II, III, IV generazione. Funzionamento. Differenze ed evoluzione tra le generazioni di nucleare. Diffusione mondiale.
- Criticità generiche delle centrali nucleari. Focus su EPR.
- Piano nucleare italiano con approccio critico. disinformazione sul nucleare.

2° incontro - 9 giugno

Aula 5B - ore 15.00

Interverranno:

DE SALVE M. (Docente DENER Politecnico)
GODIO G. (Legambiente Piemonte)


Energia atomica: dal combustibile ai rifiuti radioattivi

- dal combustibile alla centrale al decomissioning (il combustibile: estrazione, trattamento, stoccaggio, la centrale nucleare: costruzione, gestione (ordinaria, in caso di incidente);
- i residui radioattivi: scorie da combustibile e non solo, acque da raffreddamento, limiti di legge per utilizzo per scopi militari;
- decomissioning, ripristino delle condizioni iniziali dei luoghi (green field), Il caso Piemonte. Saluggia. Interazione con il territorio, sicurezza delle persone (salute), sicurezza degli impianti (manutenzione).
- transito di treni di scorie nucleari verso la Francia.

3° incontro - 10 giugno

Aula 7S - ore 16.00

Interverranno:

LENITE BRENNO A. (Dottorando DISMIC Politecnico)
SPERTINO F. (Ricercatore DELET Politecnico)


Il ruolo della ricerca nello scenario energetico

- la ricerca pubblica e indipendente dalle logiche aziendali. etica nella ricerca. stato attuale della ricerca: sottofinanziamenti.
- la didattica: responsabilità della didattica, viene insegnato ciò che viene scoperto? come vengono scelte le linee guida per l'insegnamento?
- lFuturo del nucleare: possibilità della ricerca. Produzione di energia secondo i costi e non.
- Ricerca e forme di energia alternative oltre i combustibili fossili e il nucleare.
- soluzione del consumo eccessivo dell'energia elettrica: efficienza e riduzione dei consumi.
- Conclusioni critiche sulla questione nucleare ed energetica.


Chi siamo:

  • Il Col.Po (collettivo politecnico) lotta contro un modello di società e università fondato sul profitto e sui poteri forti, e cerca di diffondere una cultura alternativa, fondata sulla condivisione e la partecipazione dal basso di tutte le persone che vivono e lavorano nella società.

  • Il collettivo si riunisce tutti i giovedì alle ore 18.30 nella sede in Piazzale Sobrero (vicino ex centro stampa)

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